Torna al centro del confronto politico e sanitario regionale la situazione delle persone con mielolesioni. Nel corso dell’audizione della FAIP – Federazione Associazioni Italiane di Persone con lesioni al midollo spinale in Commissione Sanità della Regione Piemonte, è emersa con forza la necessità di rafforzare la rete assistenziale dedicata.
«È necessario un cambio di passo immediato per dare risposte concrete alle persone con lesione del midollo spinale in Piemonte - dichiara Alice Ravinale (Alleanza Verdi Sinistra). - Non è accettabile attendere oltre due anni per un intervento relativo alle piaghe da decubito, con il rischio che si sviluppino setticemie, o più di un anno e mezzo per un intervento di urologia».
Unità Spinale Unipolare, da eccellenza nazionale a servizio ridimensionato
L’attenzione politica si concentra in particolare sull’Unità Spinale Unipolare (USU) attiva dal luglio 2007 nell’area del CTO di Torino, per anni considerata un punto di riferimento a livello italiano ed europeo per la riabilitazione delle persone con lesione midollare.
«Quella struttura ha rappresentato un’eccellenza non solo sul piano medico-riabilitativo, ma anche per il reinserimento sociale delle persone colpite da paraplegia e tetraplegia» sottolinea Ravinale.
Secondo la consigliera regionale, a partire dal 2019 e poi con l’emergenza pandemica, si è assistito a una progressiva riduzione dei servizi. «Da tempo l’USU non risulta più in grado di garantire adeguatamente la salute dei pazienti, a causa della carenza di personale e quindi di posti disponibili».
Impatto clinico ed economico sul sistema sanitario regionale
Il ridimensionamento delle strutture spinali comporta conseguenze rilevanti sia per i pazienti sia per il Servizio sanitario regionale.
«Il peggioramento di questo servizio rende ingiustamente più critica la situazione clinica e riabilitativa delle persone con mielolesione - afferma Ravinale. - Ma comporta anche costi significativi per il sistema sanitario piemontese, perché molti pazienti sono costretti a cercare cure fuori regione».
Piano socio-sanitario e prospettive normative
Nel Piano socio-sanitario regionale 2025-2030 è stato inserito l’obiettivo di valorizzare le Unità Spinali piemontesi per garantire continità assistenziale e presa in carico multidisciplinare.
«Grazie a un nostro emendamento, la Regione si è impegnata a rafforzare queste strutture. Ora però occorre passare dalle parole ai fatti» aggiunge ancora.
Ravinale ha inoltre indicato la necessità di guardare alle esperienze di altre regioni italiane: «Lombardia e Umbria hanno adottato negli ultimi anni normative specifiche per tutelare le Unità Spinali all’interno del servizio sanitario pubblico. Anche in Piemonte serve una scelta politica chiara».
La sfida politica: ricostruire una rete di eccellenza
Secondo Ravinale, il tema delle mielolesioni rappresenta una priorità sanitaria e sociale che richiede un impegno condiviso.
«Confido che su questo sia possibile costruire un lavoro comune con le altre forze politiche - conclude. - L’obiettivo è consentire alle persone con lesioni midollari di ricevere le cure necessarie e permettere al Piemonte di tornare a essere un punto di riferimento di eccellenza a livello nazionale ed europeo. Noi siamo pronte a fare la nostra parte».